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Roma Ostia
Inserito il 03 marzo 2009 alle 09:45:00 da Redazione Roma83. IT - News dell'Atletica



Roma Ostia

Ore 6,30 ecco la sveglia, la concentrazione è già alta e tutte le cose da fare già organizzate dal giorno prima: mi vesto, colazione con orzo e fette biscottate con miele e marmellata e via verso la macchina, il coach mi aspetta.
La giornata è un po bruttina ma lo avevano annunciato, per fortuna niente pioggia e freddo ma il vento è lì sulla strada a darci il benvenuto.

L'arrivo all'Eur è sempre una festa, sono le 7,50 ma già il fiume di gente invade la colombo, il cielo è grigio ma i colori delle divise e il vociare danno calore all'atmosfera. Sono serio, un po troppo, anche il coach se ne accorge, ma si pensa subito alla tensione per la gara. In realtà c'era un motivo, anzi due. Gli allenamenti, pur se lunghi avevano dato ottimi risultati, riuscivo a tenere dei tempi ottimi e questo mi aveva caricato, ero sicuro che l'avrei potuta fare a 3'25", ce la dovevo fare, soprattutto paragonando i tempi di quest'anno con quelli del 2008. Solo un dubbio mi assaliva: le gambe erano dure, legnose e nonostante la settimana di scarico, non giravano "manco a carci".
Entro in griglia alle 9,15, che bello essere tra i top runner, davanti la strada spianata e dietro una marea di gente, mi giro intorno alla ricerca delle solite canaglie con cui mi batto in gara ma non vedo nessuno, "strano" penso ma cerco di non agitarmi. Armando Martini pur non potendomi seguire con la bici, mi aveva dato ricche direttive, ma la mia testa era altrove.
Partono le donne, i disabili e poi noi.
La discesa iniziale fa subito pensare che sei un treno ed andrai a mille, ma bisogna essere parchi ed intelligenti.
"Stai coperto e fai fare la gara agli altri" sagge parole quelle del coach che ancora adesso risuonano nella mia testa. Sono stato al coperto, ma col gruppo sbagliato:3'18" - 3'27" - 3'33" - 3'32" - 3'19". Questi i primi cinque km, si stavo alla media che volevo, ma all'improvviso si sono indurite le gambe e mi sono trovato al vento. Ops....la frittata era fatta, il mio gruppo tra chi era scoppiato e chi aveva allungato, si era disintegrato come un castello di sabbia, il ritmo iniziava a pesarmi ormai dovevo pensare a difendermi. Allento il ritmo mi riprendono altri atleti finchè anche il treno di Moccia Oronzini De Luca ecc... mi affianca. Il ritmo è sostenibile, al diecimila siamo ad una media di 3'30", li tengo fino al 12°, poi De Luca allunga e se ne va, gli altri aumentano leggermente, ci sto ma un fastidio al fegato inizia a dare le prime avvisaglie. Ecco lo sconforto, devo allentare ancora, andare ad un ritmo mio, facendo fuggire quel treno di avversari che avrei dovuto sbaragliare. Non faccio rifornimenti, sto bene da quel punto di vista, mi servono solo due razzi ai piedi. Eccoci vicino al lungo mare, e come magia le gambe riprendono a girare, e qui mi sono pentito ancora di più della mia testardagine imniziale... mannaggia a Martini ha sempre ragione. Recupero posizioni e vedo i miei avversari li davanti, ma ancora troppo avanti per riprenderli, soprattutto negli ultimi due km dove il vento ha dato il meglio di se stesso: duri, durissimi, infiniti. Alla fine mi devo accontentare di un 1h14'40" ed un 76 posto (mi pare). Le gambe erano si dure ma ho sbagiato la tattica, ormai non ho più la scusa dell'inesperienza, come si suol dire HO TOPPATO. Si sto un pò giù, soprattutto perchè avevo delle aspettative e volevo dare credito alla mia ultima conversazione col grande Matrigiani che mi aveva detto:" oh..ci si vede la mattina presto ad Ostia!!". Così non è stato ma sono carico, sò di poter far mangiare polvere a quegli avversari e di poter fare ben altri tempi, quindi alle prossime gare che siano di società o no porterò i nostri colori societari il più in alto possibile.

Ciao alla prossima.
Simone Piferi

Simone, la Roma Ostia non è una gara semplice, non prenderla come una sconfitta, cerca di prendere i lati positivi, hai fatto esperienza e di questo ne devi fare tesoro. La prossima volta quando ti riscaldi concentrati cercando di fare le tue corrette valutazioni, sul percorso, sul clima, sulla tua condizione atletica, su come puoi affrontare al meglio la gara e quando uno come Martini ti da dei consigli poi non puoi che ascoltarli, lui non ha insegnato solo corsa, ha fatto anche tanta corsa e ad ottimi livelli, di esperienza ne ha davvero da vendere.
In bocca al lupo per le tue prossime gare e mi raccomando, quando uno cade deve trovare gli stimoli per rialzarsi e ripartire più forte di prima.

A presto,
Roberto Montesi

















































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