Sentite cosa ci racconta il nostro atleta Marco Piccolino dopo l'avventura dell'Ironman a Klagenfurt effettuato con lo strepitoso tempo di 10h 05' 03"
Ironman Austria - Klagenfurt 2009
Eccomi qui dopo qualche giorno di decompressione per raccontare il mio IM Austria 2009, la più bella gara della mia vita...e non mi riferisco solo al crono. Parto da questa foto, sarò patetico ma la sognavo dal 2003, da quando per la prima volta ho assistito ad un IM tra il pubblico, con Elisa di meno di un anno in braccio:
Condividere positivamente un esperienza come questa con i propri cari (parenti e amici) da un senso ai molti sacrifici a cui sottoponiamo noi e spesso, tutti quelli che ci stanno intorno.
All’età di 38 anni mi sono permesso il lusso di avere come supporter, oltre a Ilaria la cui assenza, provata una sola volta due anni fa, è stata da quel momento da me ritenuta neanche lontanamente immaginabile, anche mia madre e mio padre che non mi avevano mai visto all'opera... e che dopo avermi visto in gara continuano a telefonarmi pregandomi di mangiare:) e naturalmente Elisa e Sara. Le gare possono andare bene o male, un IM in particolare, con le sue mille variabili e con la sua durata, può cambiare d’improvviso e diventare da bellissimo a terribile e viceversa, l’obiettivo è sempre quello di poter dire di aver fatto del proprio meglio “in quel momento”. Trasferta lunga quest’anno, dal giovedì precedente dedicato al viaggio e alla registrazione, fino al martedì successivo di rientro. Dopo le ricognizioni bike e swim del venerdì, le procedure di check-in bike e sacche del sabato, giunge finalmente la domenica di gara. Consueta sveglia alle 4, colazione a base di orzo, cereali e fette biscottate con marmellata, visita benaugurante in bagno e alle 5.20 siamo già in zona cambio, io e tutta la mia truppa. Caricate la bici e le sacche di barrette, gel e sali e indossata la muta si parte, batteria unica, 2400 persone, a occhio e croce 4800 braccia che si prendono a schiaffi per l’intera lunghezza della frazione natatoria. Esco bene, per me, in 1 ora e salgo in bici. Appena uscito su strada mi accorgo che il contachilometri non funziona, passerò tutti i primi 90km in attesa del giro di boa per capire cosa ho combinato fin li. Il primo giro va via molto facile “a sensazione”, lo chiudo in 2h32 e qui ho un po’ paura di aver esagerato, secondo giro leggermente più controllato ma sempre molto facile e entro in zona cambio con uno split di 5h09’. A questo punto inizia l’ironman, la maratona, un percorso a bastone da percorrere due volte con al centro la zona cambio/arrivo, in cui salutare parenti e amici per ben 5 volte! Fino a oltre la mezza maratona procedo tranquillo con un passo intorno a 5 al km, poi un po’ di fatica mi fa rallentare un po’, almeno di una decina di secondi. Al 31esimo chilometro l’evento che in parte segnerà il risultato cronometrico finale, passo davanti al segnale allo scoccare della nona ora di gara, ho 1 ora secca per percorrere gli ultimi 11 chilometri e scendere addirittura sotto le 10 ore. Evidentemente accelero e al chilometro 33 la maratona mi presenta il conto sotto forma di una fitta al fegato che mi costringe a fermarmi per diversi lunghi minuti. Cerco di rilassarmi, pian piano riprendo prima a camminare e poi a corricchiare nuovamente, i chilometri passano il traguardo si avvicina, le 10 ore passano per 4 minuti, risultato comunque migliore di ogni più rosea previsione, il resto è raccontato dalla foto d’apertura;)
Possiamo solo essere contenti di avere nel nostro gruppo atleti così, che vivono lo sport in maniera sana, allenandosi con tanti sacrifici e conciliando il tutto con l'esigenze della famiglia. Roberto Montesi