Lo Stadio Paolo Rosi è attualmente per metà un cantiere ma pur di ospitare l’arrivo della “Corsa di Miguel” è stato attrezzato alla meglio per contenere l’urto degli oltre 3600 atleti che hanno voluto partecipare a questo evento sportivo ormai diventato “cult”. Pur con qualche arrangiamento, tutte le società si sono procurate il minimo di spazio sufficiente per allestire i propri punti di ritrovo.
Affianco a noi si sono sistemati i Bancari Romani che si presentano alle gare in tantissimi: pur con qualche episodio di promiscuità siamo riusciti a mantenere rapporti di buon vicinato. Tra condomini non sempre accade. Il nostro lungo fine settimana dedicato a Miguel Sanchez è iniziato Venerdì scorso di buon’ora al ritiro dei pettorali gara. Gli organizzatori per questa edizione si sono trasferiti presso i locali dello IUSM al Foro Italico e per la precisione all’interno del locale che un tempo fu la palestra personale di Mussolini. Uno spazio enorme sormontato da una balconata panoramica che si affaccia all’interno e alla quale si accede da un doppio scalone elicoidale. Le grandi vetrate e le volte altissime danno una misura “smisurata” di tutto l’ambiente che ora è a disposizione degli studenti delle scienze motorie. Piazza Lauro De Bosis 15 è l’indirizzo e non sappiamo se gli organizzatori abbiano fatto caso a questo parallelismo tra eroi per la libertà. Miguel fu fatto sparire perché era un oppositore del regime militare argentino anche se le sue armi erano le gambe e le poesie che scriveva. De Bosis era un oppositore del Fascismo e lo era nel periodo in cui esserlo voleva dire diventare un condannato a morte. All’epoca fu protagonista di un’impresa che poi gli costò la vita: nell’ottobre del 1931 a bordo di in piccolo aereo che sapeva pilotare a malapena, partì dalla Francia dove si era dovuto rifugiare e arrivò sul cielo di Roma, la capitale dell’impero, dove buttò giù migliaia di volantini inneggianti all’antifascismo. Fece in pratica una impresa alla D’Annunzio con motivazioni opposte. Morì nello schianto del suo velivolo che rimase senza carburante. Forse un eroismo inutile, il fascismo durò ancora a lungo. Ora a lui è intitolata la grande piazza che fù il Foro Mussolini. Sabato mattina è stato dedicato ad una manifestazione letteraria questa volta proprio sulla balconata di cui sopra. Qualche sbadiglio ma anche un po’ di relax. Domenica mattina all’alba l’edificazione contemporanea di molte tendopoli che neanche la protezione civile avrebbe potuto fare meglio. Tanti colori, un bel freddo ma tanta voglia di esserci. E’ stato un diecimila abbondante con una quantità e una qualità formidabili. Le classifiche sono li a dimostrarlo. C’erano i gruppi sportivi militari, i nazionali under 23 di triathlon, i migliori atleti in assoluto nel settore amatoriale del Lazio. Una gara di prestigio che dà prestigio a chi l’ha corsa e alle società che gli atleti hanno rappresentato.
Il tempo segreto : 43min 30sec
Come detto durante la laboriosa operazione della foto di gruppo, c’era in palio un premio per chi avesse avvicinato il tempo segreto (sorteggiato in un range che andava dai 34min fino ai 64min con intervalli di 30 sec.). A vincere sono stati addirittura in due: Marco Giorgi e Pino Elviretti che hanno corso in 43min 32sec. Se avessero saputo di dover fare questo crono forse non ci sarebbero riusciti. Si sono aggiudicati in due il libro più venduto degli ultimi anni ovvero Gomorra di Roberto Saviano. Magari leggeranno una pagina ciascuno oppure si sfideranno su un altro diecimila per rivincerlo. Vi ringraziamo per aver partecipato a questa gara alla quale la Roma83 teneva molto. Alla fine veder premiata come 7^ assoluta la bravissima Paola Salvatori (esordiente con la nostra società) e ascoltare le parole di ringraziamento rivolte dagli organizzatori al nostro grande Armando Martini per il suo impegno generoso, ci ha veramente emozionato.