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Stramilano
Inserito il 25 marzo 2010 alle 13:22:00 da Redazione Roma83. IT - News dell'Atletica



Stramilano

Ciao Amici,

“Che la Roma-Ostia mi avesse lasciato un po’ l'amaro in bocca era cosa nota a molti.
L'iscrizione alla Stramilano era avvenuta così...per pura isteria da voglia di riscatto.
Doveva essere un viaggio in apnea treno/albergo/gara/treno, si è trasformato in uno splendido week-end di quelli che non si dimenticano facilmente.

Prima di tutto Emilio noto ai più come Emix... è stato impagabile, mi ha trattato come un elite, addirittura ha ritirato il pacco gara per me il venerdì per evitarmi lo sbattimento della coda il sabato (grazie). Mi ha scarrozzato due giorni con il suo Land Rover Defender, mi ha mostrato le bellezze della Brianza....ehm ehm . E’ stato un perfetto padrone di casa, ospitandomi mi ha fatto sentire a casa mia, la mattina della gara si è prostituito con la security della sua azienda per farmi cambiare e lavare a poche centinaia di metri dalla partenza/arrivo...insomma una figata!

Ho lasciato Roma sabato a pranzo, oltre 20°C, sole e aria di primavera, sono piombato a Milano...pieno autunno, grigiume e una fastidiosa "gnegnerella"...all'inizio ero un po’ sconcertato, poi tutto sommato ho visto il lato positivo della cosa, temperatura intorno ai 10C° e leggera pioggerellina...clima ideale per correre una mezza!
La gara partiva veramente tardi, alle 10.45. Ci siamo mossi con calma, forse con troppa calma. Alla fine dopo aver traversato un fiume di fango per posare le sacche al deposito (molto ben organizzato e gestito) siamo riusciti ad arrivare tardi all'appuntamento con un po’ di amici di Emix e con la mia lepre designata, Gavin Jones, ingaggiato all'uopo da mio zio. L'obbiettivo di Gavin era avvicinare o abbattere il muro dei 14', il mio era quello di trovare il punto di fusione di un ciccioColosseo in vacanza in Brianza...il piano era praticamente perfetto...ma non ci siamo incontrati!!!
Un po’ nervoso saluto la compagnia di Emix e mi avvio racchiuso nel mio sacco di plastica griffato "rifiuti solidi" dopo un brevissimo riscaldamento (meno di 10') nella mia griglia.
Intimidito da chi la Stramilano l'ha già corsa, temendo l'imbottigliamento della partenza angusta, mi sono attaccato al nastro che ci divideva dai PRO...e ho preso il via accanto ad una decina di atleti degli altipiani, alti almeno 10cm più di me e pesanti almeno 20kg di meno ;)
Ho fatto una partenza "cauta", come si addice a chi, con una certa esperienza, sa che le forze in una mezza vanno dosate: primo mille 3'25, i keniani ancora a tiro, secondo mille 3'27...i keniani, già andati via.
Il percorso è velocissimo, a differenza della Roma-Ostia che si corre accanto ad un new-jersey per 16km, qui c'è il pubblico fin da subito, e cosa inaspettata per chi ha sentito dei fischi alla Maratona di Milano, fa anche il tifo! Bene bene, se continuo così, penso, scoppio prima del decimo, a cui mi sono ripromesso di passare in 35' qualcosa sopra, qualcosa sotto.
Sensazione strana le gambe girano alla grande, il cuore sempre un pelino sotto la soglia, mi accorgo che corro forte perchè ho difficoltà a bere ai ristori, la sensazione è quella di essere a tutta ma di averne ancora tanta di energia in corpo.
Al sesto chilometro mi affianca uno, mi guarda il pettorale e mi dice: "Marco?"...argh é Gavin! mi attacco a lui, è un metronomo, sempre sul passo 3,29/3.32. Lo vedo spesso guardarsi il palmo della mano, scopro presto che si è segnato i passaggi programmati (Gavin è un inglese M45, con un personale di 1h08'...uno che sa correre insomma). Passiamo al 10km in 35.07, bene per me, un po’ lento per lui. Intorno al 14esimo iniziano a saltare, gli altri, noi no, le gambe girano alla grande stavolta, li raggiungiamo, provano ad attaccarsi, esplodono e li perdiamo di vista, mi rendo conto che i pettorali sono bassi e sopratutto che hanno fisici da atleta, ben diversi da quelli con cui normalmente mi trovo a correre io.
Al 18esimo Gavin si rende conto di essere sottoritmo per provare a stare sotto 1h14 così da una strappata, io lo saluto e proseguo del mio passo, che è ancora costante, il cuore ancora non va alla deriva. Nell'ultimo chilometro ne ho ancora per giocarmi un po’ di posizioni, percorro l'ultimo 1097m in poco meno di 3'50, chiudendo in pista, che è sempre bello con il mio p.b. a 5" da Gavin che aveva pagato un po’ dazio per lo strappo.
Baci e abbracci, pasta party, Emix che mi riaccompagna in stazione, io che lo ringrazio ancora e ancora, 2h45 di treno e sono nella Capitale...si può fare ancora, no?”

Ciao
Marco

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