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Non tutte le ciambelle escono con un buco ....
Inserito il 04 agosto 2010 alle 13:56:00 da Redazione Roma83. IT - News dell'Atletica

Non tutte le ciambelle escono con un buco…IM Zurich 2010

“Non ti preoccupare…adesso porta a casa un’altra medaglia” con questa frase di Giacomo venutomi incontro mentre camminavo a bordo strada poco dopo il 20esimo chilometro della maratona finale è iniziato il mio secondo Ironman quel giorno… Alla fine anche quest’anno è arrivato il momento, ero stato distratto da altre esperienze, altre emozioni, ma alla fine è arrivata l’ora del mio ironman, il quarto da quando sono entrato in questo piacevole tunnel. Per l’occasione si è ricomposto il dream team che aveva esordito a Roth nel 2006, ioilariaedofrancesca, tutti e quattro nella stessa auto, tutti e quattro nello stesso hotel, tutti e quattro e basta ;) Il viaggio di andata può essere sintetizzato in…2h solo per attraversare il tunnel del Gottardo! Il resto è superfluo. Hotel carino proprio nel centro storico di Zurigo, comodo e relativamente vicino al centro IM. Il sabato passa veloce tra pratiche di iscrizione, il check-in delle bici, l’accumulo spasmodico di carboidrati ed è già domenica. Ore 4 sveglia come da tradizione, colazione, diversi passaggi in bagno, zona cambio. Perdo quasi subito di vista Edo, in compenso guadagno Christian e Fabio (bel guadagno…), insieme ci avviamo verso la spiaggia. Si nuota in senso orario, come da insegnamenti del “Capitano” mi piazzo tutto a sinistra per evitare ressa e nuotare bene fin da subito, che tanto la scia in una tonnara di 2700 persone si sente uguale. La frazione va via molto bene per me a parte un paio di calci rimediati sulla mano e sulla mandibola, carino il passaggio a piedi sull’isolotto a metà percorso con il pubblico assiepato ai lati.

Esco in poco più di 1h, come previsto. In zona cambio cerco di essere veloce, via la muta, inserisco occhiali, calze, scarpe, pettorale, antivento, manicotti nella tasca, bandana… no la bandana no, stavolta voglio provare a non mettermela, allaccio il casco e via, la temperatura esterna non tocca i 15°C, al momento non me ne accorgo, sono ancora caldo dal nuoto. Appena prendo velocità accade l’evento che segnerà questo ironman 2010. Ogni ironman ha un evento per cui verrà ricordato, ogni partecipante vive il suo, bello o brutto che sia, in una gara che dura dalle 8 alle 17 ore un evento particolare c’è sempre. Quest’anno io ho vinto il mal di testa, che culo! Della frazione bike non ricordo praticamente nulla, solo il mio costante tentativo di porre rimedio all’inesorabile pulsare della testa in salita e all’insopportabile suo freddarsi in discesa, se solo avessi indossato la bandana…, unica eccezione il doppio passaggio sull’HeartBreak Hill…troppo intenso per non rimanere stampato nella memoria. Lascio la bici dopo 5h22 anonime, abbastanza frastornato, come sempre manca solo la maratona e poi andiamo a mangiare lo stinco al ristorante. Ilaria è fuori la recinzione della zona cambio, mi chiede come va, mi incita, lo fa come sempre dalla mattina appena partiti, l’ironman del pubblico è molto più lungo e duro di quello dei partecipanti. Imposto il passo a 4.55, posso andare molto di più, ma so che non è una gran giornata per me e voglio cercare di correre una buona maratona. La prima mezza maratona passa via veloce, sono un metronomo e non ho segni di cedimento, o meglio ora che ci penso sento il mal di testa che torna a farsi sentire dopo avermi graziato quasi per 2 ore. Stavolta non riesco a reagire, mi affloscio su me stesso, rallento, cammino, mi fermo, cammino, passo un ristoro e mi metto in modalità “andiamo avanti fino al prossimo”, so che tra poco incontrerò Ilaria e gli altri amici e sono abbastanza determinato a ritirarmi, ormai odio la mia testa! Passo una prima volta in vista di Ilaria&C., loro capiscono che c’è qualcosa che non và, poco dopo dei volontari mi passano il terzo bracciale, sono a metà del terzo giro dei quattro previsti. Il percorso, abbastanza tortuoso, mi fa tornare subito verso gli amici, cammino con un bicchiere d’acqua in mano, Ilaria rimane in disparte, si fa avanti Giacomo che mi chiede come va, capisce che sto per mollare e mi anticipa con un “Non ti preoccupare…adesso porta a casa un’altra medaglia”, io non ho il coraggio di rinunciare, qualcosa si è mosso in me, ricomincio a correre, sempre più forte, in breve torno a sorpassare molti, corro nuovamente intorno ai 5’ al chilometro, percorro gli ultimi 15km tranquillo e godendomi finalmente la gara, quando ripasso con il quarto braccialetto Ilaria ha ormai capito che può andare ad aspettarmi al traguardo…tanto la giornata la chiuderò ancora una volta solo oltrepassandolo. L’anno scorso l’arrivo con le bimbe è stato semplicemente perfetto, ma quest’anno l’arrivo ha avuto un gusto particolare…chissà quale sarà l’evento che segnerà il mio ironman 2011 :)

Marco Piccolino

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