Il luogo dell’appuntamento è quanto mai in tema: l’Arco di Costantino dove sfrecciò Abebe Bikila a piedi nudi vincendo la maratona olimpica del 1960. Siamo qui accolti dal presidente Roberto Montesi; lo sguardo va inevitabilmente su quei sampietrini dove è impressa la storia di questa disciplina. A pensarci vengono i brividi. Sorrisi e abbracci tra i veterani della società Straini, Mattielli e Roberti e i volti nuovi Alparone, Sanna e Viotti. Foto di rito alla quale sfuggono alcuni dei nostri atleti che cerchiamo inutilmente tra la folla di maratoneti di mezzo mondo che transitano ovunque.
Fulvio Mattielli ha formato un piccolo team aziendale abbigliato con fiammanti divise rosse formato da dipendenti Selex e da atleti Roma 83 in prestito. Altre foto di rito con cambi di abito repentini. La partenza è fissata alle ore 9 ed è preceduta da quella dei disabili in carrozzina (visti mezzi ipertecnologici) e dai retrorunners ?? Nel mucchio si riconoscono il sosia di Elvis con parruccone corvino e pantaloni a zampa di elefante, atleti Baschi in kilt celtico (alla romana detto “gonnellino”) e tanti altri stravaganti personaggi che rendono più leggera l’attesa del via. Non c’è il colpo di cannone che si attendeva e le dita nelle orecchie servono solo a non sentire le lamentele di ognuno sul proprio precario stato di salute. Passa tutto non appena ci si mette in moto. Subito ci si accorge del venticello fresco che fortunatamente soffia lieve e ristoratore. Non fa caldissimo e per non essere da meno di Bikila si calpestano con disinvoltura i primi sampietrini del percorso. Diversamente sarà alla fine quando invece diventeranno una vera tortura. Il percorso punta dritto verso l’Ostiense con passaggio vicino alla Basilica di S. Paolo. E’ la Domenica Delle Palme giorno di pace per eccellenza e la presenza di tanti atleti stranieri rafforza il concetto. Quando si torna verso il centro città si sono percorsi oltre 10 km. I lungotevere, le grandi piazze, la Sinagoga e la Moschea fanno ormai parte del panorama che la maratona offre ai partecipanti; si è finalmente ospiti di una città perennemente soffocata dal traffico automobilistico che per un giorno all’anno si sdraia ai piedi di chi ha passione sportiva e coraggio da vendere. I km finali sono come al solito tortuosi e faticosi anche se offrono alla vista scenari da set cinematografico. All’ultimo km si ripresenta il Colosseo: sembra quasi che si debba scalarlo e in effetti la salitella finale sa di arrampicata. Ma c’è il traguardo e la gioia di avercela fatta comunque. Bravi tutti e tutti i nostri compagni di squadra. Da ammirare.